Tutte le tasse applicate dallo Stato alle vincite sui giochi

Il circuito italiano delle lotterie e delle scommesse, tutelato dall’ente nazionale ADM, offre premi e vincite sulle quali pesano aliquote di tassazione diverse a seconda dei giochi. Per tentare la fortuna in modo responsabile bisogna dunque essere informati in merito agli adempimenti e alle eventuali somme da dichiarare al Fisco.
Pietro Romeo, Author at imiglioricasinoonline.net Scritto da: Pietro Romeo

Pubblicato il: 5.06.2024

Tasse sul gioco 2024

Quanto bisogna pagare per le vincite alle lotterie

Riguardo alle imposte da corrispondere per i premi ottenuti ai giochi, bisogna attenersi a quanto indicato a chiare lettere dall’Agenzia delle Entrate. L’ente fiscale della nostra pubblica amministrazione offre istruzioni precise sia sulle soglie minime tassabili, che sulle percentuali tributarie stabilite per le varie lotterie. Si scopre così che gli importi da versare allo Stato cambiano anche in base al premio.

Infatti, tutte le vincite uguali o inferiori a 500€ non prevedono tassazione alcuna e vengono prelevate al netto dai fortunati scommettitori. Ciò vale a prescindere dal gestore utilizzato per effettuare la giocata. Che si tratti di una ricevitoria fisica dislocata sul territorio italiano o di siti italiani di lotterie autorizzati come SNAI, Sisal e Lottomatica, nulla cambia.

Al di sopra di questo limite minimo vengono invece applicate di default delle trattenute. Quelle più basse riguardano le vincite al Lotto e sono l’8% della somma integrale che il giocatore si aggiudica. A seguire troviamo poi l’aliquota del 10eLotto con un tasso dell’11% e le imposte sui premi ottenuti al SuperEnalotto e con i Gratta e Vinci, pari al 20% del totale.

Le norme fiscali per le vincite sulle scommesse

I criteri di tassazione applicati dallo Stato per le vincite al gioco sono diversi per ciò che concerne le scommesse sportive. In questi casi i premi vengono erogati in modo integrale e non ci sono trattenute, né aliquote tributarie da calcolare. Con il mercato del betting, l’erario guadagna infatti alla fonte, prelevando delle somme dalle aziende che gestiscono il settore.

Alla luce di ciò, i premi incassati per le scommesse non vanno altresì dichiarati né inseriti tra le voci del modello ISEE o del 730. La norma è valida sia per le vincite realizzate sui siti di betting online che nelle sedi fisiche delle varie agenzie. I concessionari legali di giochi pagano per noi, dunque, e fungono da sostituto d’imposta.

Conviene comunque puntare solo da siti di scommessa autorizzati dall’Agenzia Dogane e Monopoli. Se le vincite vengono ottenute su piattaforme del mercato nero, bisogna infatti rendicontarle fiscalmente e indicarle nella dichiarazione dei redditi. Oltre a pagare l’erario però, in questi casi si incorre anche a procedimenti di natura penale: il betting praticato tramite agenzie prive di certificazioni è infatti illegale.

Giornalista freelance con alle spalle importanti collaborazioni con testate tra cui Il Fatto Quotidiano e La Stampa, dal 2014 mi sono avvicinato al mondo del gambling e iniziato a scrivere articoli a tutto tondo anche su questa tematica.