Francesco Gatti, tra l'impero delle slot e un libro-denuncia

Il nome di Francesco Gatti sarà senza dubbio noto agli appassionati delle slot machine. Del resto, stiamo parlando di un imprenditore che è stato capace di fare le sue fortune per anni, proprio grazie alla produzione e alla distribuzione dei totem, nonostante l'Italia non sia di certo un territorio facile.
Federico Cremonesi, Author at imiglioricasinoonline.net Scritto da: Federico Cremonesi

Pubblicato il: 26.03.2025

Slot machines e bandiera italiana

Francesco Gatti e l’impegno con le slot machine

La storia di Francesco Gatti, come i ben informati sapranno, inizia proprio nel mondo delle slot machine. Per tanti anni è stato lui a farsi carico del settore. Dopo aver avviato alcune collaborazioni con realtà di ampio respiro, l’imprenditore emiliano è sceso in campo in prima persona per rappresentare gli esponenti del gioco sul territorio italiano.

Nel 2001, infatti, è stato nominato delegato nazionale dell’associazione Servizi Apparecchi per Pubbliche Attrazioni Ricreative (SAPAR). Un ruolo di grande autorevolezza nella tutela degli operatori di gioco in Italia. Nel frattempo, però, il suo impegno a livello “privato” non si è fermato. Il nome di Gatti è legato a doppio filo alla Bakoo spa, azienda produttrice di slot machine.

Il ruolo di amministratore e CEO di Bakoo è stato ricoperto per circa 20 anni da Francesco Gatti. Tuttavia, il suo impegno e la sua dedizione per il mondo delle slot machine non si è limitato a questa azienda. Per tre anni è stato anche amministratore delegato di BETBUS. Attualmente ricopre lo stesso incarico presso la Bull Gaming srl.

“Mangiasoldi”, un Governo poco aperto al gioco

Nel 2015, però, Francesco Gatti è salito alla ribalta anche a livello editoriale. L’imprenditore ha infatti visto l’uscita sul mercato del libro dal titolo “Mangiasoldi”. E già dal nome di questo testo si può capire l’indirizzo e il tono con cui l’autore ha voluto raccontare il mondo delle slot machine, seppur con una chiave di lettura libera da luoghi comuni.

Gatti, in questo suo libro, ha voluto spiegare le motivazioni per cui il Governo italiano da sempre impone limitazioni ferree nel settore del gaming e dell’intrattenimento. Le istituzioni, secondo l’imprenditore, si occupano della regolamentazione di un mondo del quale conosce forse troppo poco. E proprio per questo motivo, nonostante le suddette limitazioni, il giro di affari non si arresta.

Come si legge in “Mangiasoldi”, l’Italia è l’unico Paese in cui vige una condizione di sistema concessorio, con tassazioni altissime per produttori e concessionari. Non sono mancate critiche nei confronti di Gatti, accusato di parlare per partito preso. L’imprenditore, però, ha risposto con i fatti, ponendosi sempre al primo posto nella tutela dei giocatori e della loro salute.

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