Il mondo del gambling dice addio ad Archie Karas: la sua storia

Sebbene rattristi, la recente scomparsa di Archie Karas non ci coglie di sorpresa. Il leggendario gambler ellenico, da tantissimi anni ormai di stanza negli Stati Uniti, non sembrava essersi mai ripreso dall’aneurisma cerebrale che lo colpì nel 2020. Lascia ai posteri la memoria delle sue imprese, ma anche qualche passo falso di troppo.
Federico Cremonesi, Author at imiglioricasinoonline.net Scritto da: Federico Cremonesi

Pubblicato il: 7.10.2024

Fiches e poker d’assi

Le origini e l’arrivo a Los Angeles

Nato nel 1950 ad Antypata, nell’isola ionica di Cefalonia, Archie Karas (al secolo Anargyros Karabourniotis) trascorre l’infanzia e la giovinezza in condizioni di estrema povertà, vivendo di espedienti e lavoretti. Il difficile rapporto con il padre lo porta ad andare via da casa a soli 17 anni, dopo aver trovato lavoro come cameriere nella tavola calda di una nave da crociera.

A seguito di svariate esperienze su varie imbarcazioni, approda a Portland, dove resta solo pochi mesi per poi muoversi verso Los Angeles. Nella Città degli Angeli viene assunto presso un noto ristorante e inizia a frequentare alcune sale da gioco. In questo periodo si collocano i primi successi sui tavoli da biliardo, vincite che gli consentono di accumulare un discreto bankroll.

Dopo aver battuto a stecca praticamente chiunque, decide di virare verso il poker prendendo parte a tornei e match nei club più esclusivi della metropoli californiana. Una sorte altalenante, fatta di molti periodi up e altrettanti pesantissimi down, lo convince a lasciare Los Angeles per Las Vegas. È il 1992 quando prende questa decisione che gli cambierà la vita.

Ascesa e caduta di un gambler spregiudicato

La Città del Peccato accoglie Karas a braccia aperte: partito con 50 dollari in tasca, il gambler riesce infatti a recuperarne altri 10.000 grazie a un prestito e a vincerne ben 30.000 a Limit Razz. È l’inizio di una carriera folgorante che lo porterà in pochi mesi a sconfiggere professionisti del calibro di Chip Reese e Stu Ungar.

In due anni e mezzo, tra una partita high stakes e l’altra, il giocatore riesce ad accumulare ben 40 milioni di dollari, patrimonio che dilapida ai dadi e al baccarat nell’arco di alcuni mesi del 1995. Dopo un periodo di pausa trascorso in Grecia, torna a bazzicare i tavoli di Las Vegas a millennio iniziato senza replicare però i primi successi.

Tornerà a far parlare di sé nel 2008, per una fugace apparizione alle WSOP e nel 2013, in occasione dell’arresto per frode che concluse definitivamente la sua carriera. Bannato da tutte le sale da gioco del Nevada, trascorre gli ultimi anni di vita in condizioni di salute precarie a causa di un aneurisma cerebrale che lo colpì nel 2020.

Appassionato di giochi di lungo corso, sono il fondatore e principale autore di questo sito e lieto di poter condividere con voi tutti i segreti del gioco online.